Sabatti Rover 870 De Luxe 7x64 revival
La Sabatti 870 De Luxe, camerata nel calibro 7x64, è una carabina di vecchio stampo, costruita quando nel mondo le armi erano ancora fatte di acciaio e legno, anziché di lega di alluminio e polimero.
A volte capita che la vita tenga in serbo delle cose belle proprio per te, cose che non sapevi nemmeno di volere, se non in teoria… come un fucile classico da caccia agli ungulati, quando non sei nemmeno un cacciatore.
Pur non essendo cacciatore, infatti, ho sempre ammirato le carabine da caccia ben costruite e di alta gamma: mentre i fucili da competizione e quelli militari sono guidati dal puro utilitarismo e dalla funzionalità, sin dai tempi delle prime armi a ruota il fucile da caccia è sempre stato il luogo dove l'arte incontra la tecnologia, frutto dell'impegno dei migliori armaioli, incisori e calcisti, simbolo di status oltre che macchina balistica — e questo è vero ancora oggi, con i fucili da caccia di alta gamma che mettono in mostra l’eccellenza nell'arte armiera di chi li ha costruiti. Purtroppo, non sono così facoltoso: mi sono sempre dovuto limitare ad ammirare tali armi alle fiere di settore, nelle armerie e sulle riviste specializzate, e mai pensavo che avrei potuto averne una.
Mai dire mai.
Vista destra dell'arma con l'ottica e la cinghia di cuoio lavorato
Ho trovato questa Sabatti Rover 870 De Luxe in un grande stock di armi messe in vendita a un prezzo per me accessibile.
Era mescolata a una serie di modelli da F-Class, carabine da caccia con calci in polimero e carabine tattiche per il tiro a lunga distanza e, pur non essendo un Fanzoj o un Fuchs o un Mauser di alta gamma, era comunque un oggetto di notevole bellezza, che spiccando come un pavone in un pollaio.
Uso il termine "pavone" con cognizione di causa: la bascula e lo sportello del serbatoio dell'arma presentano una bellissima tartarugatura, con colori vivaci e contrastanti così difficili da trovare oggi sulle armi di serie, che solitamente mostrano colori spenti, nemmeno lontanamente paragonabili a quanto ci si aspetterebbe su una bascula tartarugata.
La brunitura della canna è profonda, ricca, lucidata a specchio: un netto contrasto con il nero opaco che si trova sulla maggior parte delle armi attuali.
L'otturatore, finito a bastoncino, è un altro dettaglio d'altri tempi: è raro vedere tale finitura su armi di produzione di serie, la si trova ormai solo su lavori custom.
Avrei preferito che il ponticello del grilletto e la coda dell'otturatore fossero anch'essi in acciaio tartarugato; il primo è invece in lega anodizzata nera, mentre il secondo è in nero opaco, probabilmente poiché prodotto per microfusione, che non consente una brunitura di pregio
— ma è un dettaglio trascurabile e, in fondo, a caval donato non si guarda in bocca.
Il calcio in legno è il complemento estetico perfetto: realizzato in noce di vena notevole, è tirato con una bella finitura ad olio, setosa e morbida al tatto.
Come la finitura a bastoncino dell'otturatore, lo zigrino del calcio, di tipo “scozzese”, presente sia sull’impugnatura che sull’astina, si vede di norma solo su carabine fini, non su armi di produzione in serie.
E sì, questa Sabatti Rover 870 De Luxe, pur essendo nella fascia alta della produzione, era comunque un'arma di serie, non un pezzo su commissione.
Secondo gli archivi del costruttore, l'arma è stata prodotta nel 2009-2010, quindi non molti anni fa (ok… sono 15 anni fa, va bene, molti anni fa, anche se mi piacerebbe pensare al 2010 come a soli 5 anni fa) ma la lavorazione e la finitura richiamano gli anni '80.
La bella tartarugatura sul fondello del caricatore
L'azione è la classica Sabatti a due tenoni
Il castello tartarugato e l'otturatore finito a bastoncino... non li fanno più così.
L'otturatore è il classico sistema Sabatti a due tenoni, da qualche anno tolto di produzione per essere sostituito con un’azione a tre tenoni. Francamente non me ne capacito.
Voglio dire, sì, capisco la volontà di modernizzare la linea produttiva, so quanto sia più economico produrre un otturatore a tre tenoni con corpo a diametro pieno rispetto a un tradizionale otturatore a due tenoni che richiede un lungo lavoro al tornio per la riduzione del corpo, e capisco la supposta "maggiore rapidità" degli otturatori a tre tenoni e la loro maggiore facilità di azionamento con cannocchiale montato… ma l’azione a due tenoni Sabatti è ottima e, soprattutto, scorre con una fluidità e una rapidità straordinarie (non si può dire lo stesso della nuova azione a tre tenoni della linea attuale dei fucili Rover Sabatti, che è ostica e soffre di una marcata apertura in due tempi che la rende poco piacevole da azionare, anche se pare che il problema sia stato ultimamente in buona parte corretto). L’ azione a due tenoni Sabatti conta ancora molti estimatori, ed è un peccato che sia stata tolta del tutto dalla produzione: sarebbe perfetta su una linea classica di armi di fascia alta, e Sabatti sa come realizzarle, come dimostra chiaramente questo esemplare.
La carabina è camerata per il calibro 7x64 mm (detto anche 7x64 Brenneke): un classico tra i classici nelle cartucce da caccia europee, insieme al 6,5x55 SE, per la sua versatilità e precisione.
L'otturatore a due tenoni
Il calcio in noce di bella vena, col calciolo antirinculo
Il fucile è dotato di mire metalliche. La canna è sottile, ma la precisione notevole.
Insomma, considerato il prezzo molto accessibile, ho acquistato immediatamente la carabina, non perché avessi in programma di darmi alla caccia agli ungulati, né perché avessi in mente un utilizzo pratico specifico: semplicemente perché mi piaceva.
Quello che volevo davvero era costruire il mio fucile da caccia stile anni '80 ideale: la materializzazione dei ricordi delle tante armi da caccia fini ammirate negli anni passati, e questo Sabatti 870 De Luxe era perfetto: pur essendo nato nel secondo decennio del XXI secolo, conservava ancora le linee immortali e la finitura di una carabina classica d'antan.
Le ottiche moderne, con i loro corpi in alluminio anodizzato e le torrette "tattiche" a vista erano assolutamente da evitare, così come i moderni supporti per ottiche in alluminio anodizzato a profilo poligonale: avrebbero stonato come la panna montata sull’impepata di cozze con la bella tartarugatura, l'otturatore finito a bastoncino e lo splendido calcio in noce tirato a olio.
Avevo bisogno di qualcosa di diverso: avevo bisogno di qualcosa di classico.
O, almeno, dall'aspetto classico.
Per l'ottica, volevo un cannocchiale da caccia con corpo in acciaio brunito, torrette chiuse e un reticolo da caccia classico.
Temevo che sarebbe stato molto difficile da reperire; invece è andata molto meglio di quanto temessi, grazie a Giacomo dell' Armeria Casabella in Casatenovo, che mi ha trovato esattamente ciò di cui avevo bisogno: uno Swarovski Habicht 1,5-6x42 con un bel corpo in acciaio lucidato e brunito e un classico reticolo tedesco — perfetto!
L'astina ha uno zigrino di tipo "scozzese"...
... così come l'impugnatura. La vena del legno è davvero bella.
Il fucile con la slitta Contessa montata e l'ottica sulla sua staffa a sgancio rapido.
I supporti per l'ottica erano un altro discorso. Speravo di trovare qualcosa di seconda mano, ma non sapevo come si sarebbero adattati alle sedi delle viti del castello dell’870: dovrebbero essere compatibili con il Remington 700, ma Sabatti cambia spesso le specifiche senza preavviso, e non volevo spendere per poi scoprire che i fori non corrispondevano.
Avevo trovato anelli nuovi, tondi, bruniti, quasi come li volevo, ma il prezzo era proibitivo, poiché mi sarebbero costati quasi quanto avevo pagato per la carabina.
Ma volere è potere: ho parlato del mio progetto con Alessandro Contessa di Contessa scope mounts, ed è stato ben lieto di aiutarmi. Mi ha fornito uno dei suoi supporti QD con anelli rotondi e relativa slitta, che mi ha dato non solo un sistema di montaggio dall'aspetto classico, ma anche la funzionalità di sgancio rapido pur mantenendo un look sufficientemente tradizionale, a un prezzo che potevo effettivamente permettermi (i supporti Contessa non sono solo di altissima qualità: hanno anche un prezzo ragionevole per essere nella fascia alta del mercato).
Ancor di più, Alessandro mi ha detto di portare l'arma da Contessa, e la slitta è stata adattata a mano alla bascula per un accoppiamento e un allineamento perfetti (in più, una slitta montata perfettamente non rovinerà la finitura della bascula).
Bersaglio a 100 metri con cartucce Norma. I colpi sono alti dato che l'ottica è stata azzerata a 100 metri per un Point Blank Range di 171 m
Sistemati il cannocchiale e gli anelli, mancava solo una cinghia adeguata.
Una breve ricerca online mi ha portato a trovare una cinghia che era esattamente quella che cercavo: interamente in cuoio, con uno stile molto mitteleuropeo.
Considerato l'utilizzo teorico della carabina, l'ho montata alla rhodesiana (o, per essere più in linea con lo stile dell'arma, "alla jäger"), con una mezza torsione per renderla perfetta come supporto durante i tiri in piedi.
La prima regolazione grossolana del cannocchiale è stata effettuata con un collimatore ottico, poi ho portato la carabina al poligono. La taratura definitiva è stata effettuata a 100 metri con il metodo dello sfasamento, per impostare il punto di impatto alla Maximum Point Blank Range (GEE, günstigste Einschussentfernung, ovvero "distanza di tiro ottimale" in tedesco), cioè la distanza di azzeramento che offre il maggior campo utile in cui il Punto di Impatto (PI) si mantiene entro 4 cm dal Punto di Mira (PM).
Secondo i dati balistici GECO, la GEE per il 7x64 con il caricamento da 170 grani che ho utilizzato è di 171 m, offrendo un campo di tiro utile di circa 200 m. Guardando il grafico balistico sulla confezione, significa che a 100 m il PI dovrebbe trovarsi 4 cm sopra il PM. In questo modo è possibile azzerare per 171 m su una linea di tiro a 100 m.
Le Geco Soft Point da 170 grani hanno dato risultati più che soddisfacenti, con un raggruppamento di 1,37 MOA a 100 metri, non male per una munizione da caccia di fascia economica.
Le Norma Plastic Tip da 170 grani hanno colpito il bersaglio un centimetro più in alto e hanno mostrato un raggruppamento leggermente di 0,98 MOA, che rappresenta pienamente le capacità balistiche del calibro e dell'arma.
Non ho eseguito il mio solito test con 3 serie consecutive da 3 colpi per perché non avrebbe avuto senso: questa non è una carabina da competizione, è una carabina da caccia con canna sottile e un caricatore da 3 colpi, che è tutto ciò che ci si può aspettare che l'arma spari in rapida sequenza, ammesso che capiti.
Dopo 3 colpi di 7x64, la canna diventa molto calda e, pur essendo le canne Sabatti distese e costruite per resistere al surriscaldamento meglio della stragrande maggioranza degli altri produttori, devono comunque seguire le leggi della fisica: l'acciaio si dilata e la precisione decade. Inoltre, non c'è davvero alcun motivo di surriscaldare una bella canna per svolgere una prova che non verrà mai tradotta in pratica.
La Sabatti 870 De Luxe in 7x64 con il suo cannocchiale Swarovski Habicht e gli anelli in acciaio non è solo una carabina da caccia precisa: è un buon esempio di come si possa realizzare un'ottima arma di produzione seriale che soddisfa i requisiti classici di una carabina di pregio.
E così ora ho la mia bella carabina da caccia agli ungulati che ho sempre sognato da bambino, anche se non andrò mai a caccia di cervi e camosci.
O forse sì?
Chissà… Mai dire mai.


