Riforma UITS: Intervento di Igino Rugiero alla Camera dei Deputati
D.L. 26.06.2026, n. 108 / 7 luglio 2026 - Audizione del Generale di Brigata (aus) Igino Rugiero per conto delle Sezioni di Tiro a Segno Nazionale da parte della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati
Signor Presidente, Onorevoli deputati, un cordiale saluto a Voi da parte mia ed a nome di tutti gli appassionati del mondo del Tiro a Segno e grazie per avermi dato la possibilità di essere audito oggi.
L’art. 8 del D.L. 26.06.2026, n. 108 ha disposto il riordino dell’Unione Italiana di Tiro a Segno separando le funzioni istituzionali da quelle sportive svolte in precedenza da un’unica realtà gestionale di Ente Pubblico non Economico e Federazione sportiva aderente al CONI.
Il riordino, però, ha interessato in maniera sostanziale e tangibile anche le Sezioni del Tiro a Segno Nazionale che da oltre 140 anni operano sul territorio nazionale per la promozione e divulgazione di questo sport e che da diversi decenni, a costo zero per lo Stato, svolgono un servizio di pubblico interesse estremamente delicato nel campo della sicurezza pubblica verso coloro che devono richiedere un permesso di porto d’armi e nell’addestramento degli agenti delle polizie locali e degli istituti privati di vigilanza.
Igino Rugiero
Per rendere al meglio detti servizi, sempre senza alcun costo per lo Stato, ma solo a spese proprie, le Sezioni di TSN provvedono a manutenere e a rendere sempre più efficienti e funzionali i poligoni di tiro che nella maggior parte appartengono al demanio dello Stato – ramo Difesa – e che, ciclicamente, affinché le attività vengano svolte in sicurezza, sono sottoposti a verifica per il rilascio delle agibilità da parte delle commissioni delle Infrastrutture dell’Esercito.
Le innovazioni più significative introdotte dal D.L. 108/2026 che interessano le Sezioni di Tiro a Segno riguardano:
- Il comma 5 che attiene all’introduzione della nuova figura dell’ispettore UITS definita indispensabile all’organizzazione della gestione delle operazioni di addestramento e del rilascio delle certificazioni.
L’ispettore sarà formato dalla UITS ma sarà nominato dal presidente della Sezione di Tiro a Segno che se ne accollerà anche l’onere della retribuzione nella misura massima di 36.000 euro annui.
A riguardo mi preme segnalare che mi sembra improbabile che le attività operative dell’Ispettore UITS potranno essere svolte sempre e per tutto l’anno da un’unica persona, quindi evidentemente, anche nelle piccole realtà, sarà necessario nominare almeno un’altra figura che svolga le funzioni di sostituto nei giorni di assenza del titolare per un qualsiasi motivo con ulteriore aggravio di spese a carico della Sezione.
(A proposito della figura dell’Ispettore UITS mi si consenta una osservazione: il riordino è anche volto a dare efficienza e trasparenza alle attività istituzionali anche delle Sezioni. Mi chiedo si può essere totalmente indipendente da chi ti ha nominato e da chi ti retribuisce? Non sarebbe più opportuno che l’ispettore UITS fosse nominato e retribuito dalla Unione Italiana Tiro a Segno?)
- Il comma 6) che riguarda il riconoscimento di Enti ed Organi federati che, alla pari delle Sezioni di Tiro a Segno, provvederanno all’addestramento e al rilascio delle certificazioni per gli usi di legge.
- Il comma 15) che prevede il trasferimento delle concessioni in uso gratuito dei poligoni del Demanio dello Stato e degli Enti all’Unione Italiana di Tiro a Segno, che, contestualmente, potrà disporre anche dei beni mobili e strumentali di proprietà delle Sezioni quali: armi, suppellettili, arredi, e bersagli compresi quelli elettronici, assai costosi, acquistati da tante Sezioni con grossi sacrifici economici.
A riguardo ed a titolo informativo, già nel passato, con la legge 4 giugno 1934, n 950, i poligoni di tiro, all’epoca appartenenti tutti alle sezioni di tiro a segno, vennero acquisiti dal demanio dello Stato.
Tutte e tre le innovazioni indicate, se così resteranno nella legge di conversione, causeranno enormi difficoltà gestionali alle Sezioni.
Visto il poco tempo a disposizione mi soffermerei su una in particolare, che è quella che inciderà pesantemente sul prosieguo dell’attività dell’ultracentenaria storia del tiro a segno ed è quella prevista dal comma 6): vale a dire il riconoscimento di Enti e Organi federati ad operare nell’attività di addestramento e nel rilascio della certificazione per gli usi di legge.
Le Sezioni di TSN da sempre hanno trovato la loro maggiore fonte di finanziamento proprio dagli introiti dell’attività istituzionale, rilascio delle certificazioni ed addestramento.
Con tali entrate Le Sezioni hanno potuto manutenere, migliorare ed ampliare, con costi elevati anche per la sola manutenzione ordinaria, i poligoni di tiro del Demanio dello Stato e degli Enti Locali , concessi in uso, che sono soggetti per il loro utilizzo in sicurezza, al rilascio delle agibilità da parte delle competenti autorità militari.
Le stesse fonti di entrate hanno consentito di promuovere e divulgare lo sport del tiro a segno e formare anche tiratori di alto livello che, chiamati a far parte della nazionale di tiro, hanno dato lustro all’Italia con vittorie di medaglie olimpiche, mondiali e continentali. Per queste attività Le Sezioni, oltre alle spese per le attrezzature e i materiali di consumo, si sono accollate anche gli oneri di non poco conto per le indennità corrisposte ai tecnici ed ai direttori di tiro, con contratti co.co.co., così come previsto, attualmente, dalle norme dettate dalla “Riforma dello Sport” di che all’art. 28 del Decreto legislativo 36 del 28 febbraio 2021.
Le stesse risorse sono utilizzate anche per la conduzione dei servizi amministrativo-contabili che, in tante Sezioni, avviene con l’ausilio di personale regolarmente assunto.
È facile intuire che, se queste entrate dovessero ridursi se non addirittura cessare, così come è evidente che accadrà se sarà confermata la possibilità ad Enti ed Organi federati di essere riconosciuti alla pari delle sezioni di TSN, sarà difficile, se non impossibile, per le Sezioni stesse di continuare nella loro attività.
Di colpo si cancellerebbero centoquarant’anni di storia sportiva e di servizi istituzionali resi da volontari alla comunità su tutto il territorio nazionale.
È una situazione drammatica quella che si sta concretizzando.
Su questi delicatissimi argomenti e sui risvolti estremamente critici che essi produrranno c’è un dato di fatto che va evidenziato: tutte le decisioni prese da parte di chi ha portato avanti il progetto di riordino in argomento, non sono mai state condivise e mai è stato aperto un confronto democratico con le Sezioni di Tiro a Segno che si sono viste subire, senza possibilità di contraddittorio, un decreto legge che inciderà in modo destabilizzante e compromettente sul loro futuro e su quello di tutti i collaboratori a contratto e volontari. Per questo ringrazio Voi tutti per averci dato con questa audizione la possibilità di avere voce.
Io sono portavoce delle esigenze delle Sezioni di Tiro a Segno, in quanto da queste incaricato, ed a loro nome e per loro conto nell’esprimere tutte le più giustificate preoccupazioni per le conseguenze che l’applicazione delle norme del D.L. 108/2026, così come disposte, potranno arrecare al sistema del tiro a segno auspico che i nostri appelli possano essere ascoltati e che, almeno per la eventuale fase successiva di redazione delle regole di attuazione possa essere prevista, in collaborazione con i compiti assegnati al Commissario Straordinario, la presenza di una rappresentanza delle Sezioni di Tiro a Segno in modo da poter mitigare quelle che potrebbero essere le norme più delicate ad evitare che il nostro amato mondo possa capitolare.
Azzerare così, di colpo, una storia tanto lunga, benemerita e meritevole di apprezzamenti sarebbe una sconfitta per tutti.
Io credo che se il riordino è necessario bisogna essere aperti al dialogo, e noi lo siamo, ma perché poi il risultato finale possa dare i risultati che la democrazia prevede, dovrebbe essere prioritario anche il sapere ascoltare chi vive le Sezioni ogni giorno.
Spero vivamente che la Vostra sensibilità istituzionale possa raccogliere le giustificate ragioni delle Sezioni di Tiro a Segno e dare loro un segnale di apertura per concedere ancora la speranza per continuare a tenere alto l’onore e le tradizioni del Tiro a Segno e a non cancellare la loro autonomia sul territorio.
Grazie per l’attenzione.
Cordialmente,
Igino Rugiero
