Riforma UITS: le sezioni non ci stanno
Serpeggia il malcontento in seguito alla pubblicazione del Decreto-Legge che dà il via alla riforma dell'UITS, e numerose sezioni del Tiro a Segno Nazionale iniziano a farsi sentire online...
La protesta apparsa nel fine settimana sui profili social di numerose sezioni del Tiro a Segno Nazionale di tutt'Italia
Lo scorso 28 giugno chiudevamo il nostro articolo sulla pubblicazione del Decreto-Legge contenente le norme sulla riforma dell'Unione Italiana Tiro a Segno ipotizzando che, con tutta probabilità, la riforma "centralista" prevista dal testo – componente istituzionale e parte "sportiva" scorporate, con la componente istituzionale nominata anziché eletta, e di fatto resa proprietaria di tutte le strutture e le attrezzature, oltre a gestire una rete di "ispettori" in tutti i poligoni del Tiro a Segno Nazionale – sarebbe stata accolta con malcontento dalle sezioni sul territorio, che di fatto in base alla nuova normativa perdono ogni autonomia.
E del resto, si era già avuta qualche avvisaglia il 26 giugno, giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto-Legge n.108/2026, quando a Walter De Giusti, Commissario Straordinario UITS in carica dal 5 febbraio 2025 per decreto del Ministro della Difesa, era stata fatta pervenire una lettera firmata dai Presidenti di venti sezioni del TSN di tutt'Italia: Cremona, Arezzo, Asiago, Bardolino, Bassano del Grappa, Busto, Cagliari, Carovigno, Caserta, Cividale del Friuli, Como, Lonigo, Messina, Palmi, Pesaro, Piombino, Ponte San Pietro, Tolentino, Trieste e Vittorio Veneto – sezioni di grande importanza per l'istituzione del TSN sia in termini storici che per numero di iscritti.
La lettera stigmatizzava e condannava senza mezzi termini le dichiarazioni rese dal Commissario Straordinario De Giusti al Corriere dello Sport e riportate in un articolo del 17 giugno, considerate lesive della dignità delle sezioni – fatte passare per "realtà arretrate, prive di controllo e caratterizzate da comportamenti censurabili" – oltre a stigmatizzare le mire centraliste del progetto di riforma.
Il testo del comunicato
Il 4 luglio è scoppiata la protesta sui social, Facebook in primis: sui profili ufficiali e sui gruppi legati ad una ventina di sezioni del Tiro a Segno Nazionale, tra cui molte di quelle già firmatarie della lettera del 26 giugno, è apparsa un'immagine contenente un comunicato congiunto di condanna senza mezzi termini dell'assetto di riordino come da art.8 del DL 108/2026.
142 anni di Tiro a Segno Nazionale, 260 Sezioni italiane perderanno la loro autonomia a causa di una riforma che non è stata condivisa con nessuna persona che lavori all'interno e che conosca le varie sfaccettature.
Ma è stata redatta da chi, seppur all'interno, ha visto quello che faceva comodo.
Si fa credere che tutte le Sezioni siano inadempienti o poco capaci. Non siamo tutti così. Questa sezione non é così. Questa sezione é contraria all'art.8 del D.L. di riordino UITS.
Siamo pronti a dirlo a tutti: ci vergognamo di quanto scritto poiché ci sentiamo presi in giro dopo anni, decenni di sacrifici personali.
NO. Non ci sentiamo rappresentati. Non ci sono solo le norme. Ci sono le persone.
I nodi dolenti
Walter De Giusti, Commissario Straordinario dell'Unione Italiana Tiro a Segno, è in carica dal febbraio 2025 e sarebbe dovuto rimanervi per non più di un anno
Le sezioni del TSN, dunque, non fanno mistero di opporsi sia al Quid della riforma – che svuota le realtà territoriali di ogni autonomia, facendo passare sotto il controllo UITS i beni e le sezioni, centralizzando la gestione e inserendo in ogni sezione un "Ispettore UITS" – che tuttavia, al di là di alcune polemiche e dei dubbi che la definizione di questo ruolo (la parola "Ispettore") sta generando, è opportuno ricordare che una figura del genere già esisteva all'interno delle Sezioni TSN, con ruolo simile, ed era il "Delegato dell'Unione".
E non è un mistero neppure che, per alcuni Presidenti di Sezione e molte persone che vivono quotidianamente la vita dei TSN, tra i nodi della discordia vi sia l'attuale Commissario Straordinario Walter De Giusti, nominato "a decorrere dal 15 febbraio 2025 e fino alla nomina del Presidente dell'Unione Italiana Tiro a Segno e comunque non oltre la durata di un anno": un termine già abbondantemente decorso, e che l'attuale riforma svuota di significato.
Nei prossimi giorni si delineerà il processo di conversione in legge del DL 108/2026, che il Parlamento dovrà completare tassativamente con passaggio in entrambe le Camere entro sessanta giorni dalla pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale, pena la nullità Ex Tunc dell'intero provvedimento.
Poiché il DL comprende anche altri aspetti slegati dal riassetto dell'UITS – tra cui provvedimenti sull'efficacia delle carte d'identità cartacee, sulle attività della Protezione Civile e sull'organizzazione di grandi eventi quali i Giochi del Mediterraneo, l'America's Cup di vela e l'Europeo di calcio UEFA 2032 – è improbabile che si vorrà lasciar scadere l'intero provvedimento e far ripartire tutto da zero.
Questo non significa, però, che l'articolo 8 non possa essere fatto oggetto di modifiche, o del tutto scorporato, in fase di conversione. Quello che vediamo in queste ore è dunque con tutta probabilità solo l'inizio di un processo forte e organizzato di opposizione da parte delle sezioni del TSN, non perché sul territorio una riforma dell'UITS non sia considerata necessaria o auspicabile, ma perché la riorganizzazione dell'ente come prevista dal DL 108/2026 è considerata disastrosa sia nel merito che nel metodo.

