Dal fiume Hudson alla Val Trompia: la storia dietro la nascita del mercato delle repliche di armi storiche
Da un castello sul fiume Hudson nello Stato di New York nasce la storia affascinante che nel 1957 diede il via in Val Trompia alla moderna industria delle repliche di armi storiche, tutta Made in Italy.
Da quasi settant'anni l'industria mondiale delle armi sportive legato alle repliche di armi storiche conta molte decine di migliaia di appassionati in tutto il mondo, che sanno bene che il principale centro produttivo da cui tali repliche nascono e vengono esportate in tutto il mondo è nel bresciano, in Val Trompia.
Eppure, ancora oggi, sono in pochi a sapere perché la moderna industria mondiale delle repliche di armi storiche - quasi esclusivamente modelli di armi storiche americane - sia nata in Italia, in Val Trompia.
Val Forgett, la Navy Arms e Aldo Uberti
Il modello da cui nacque tutta la moderna industria delle repliche di armi storiche prodotte in Italia: una Colt Navy 1851 nella collezione privata Uberti
Solo i veri appassionati conoscono il nome di Valmore Joseph Forgett Jr., classe 1930, scomparso nel 2002, più comunemente noto con il nome di Val Forgett II.
Ingegnere meccanico, grande commerciante americano di surplus militare, importatore e produttore di armi da fuoco, noto come il "padre dell'industria delle repliche di armi da fuoco" per aver fondato la Navy Arms Company nel 1956 e aver rivoluzionato, di fatto creato, la produzione di riproduzioni di armi da fuoco storiche, che proprio grazie a lui ancora oggi vede aziende italiane come la Uberti e le sue armi del West americano protagoniste di questa storia.
Alcune testimonianze, anche molto recenti, ci portano indietro nel tempo, in un viaggio che parte dal New Jersey e arriva in Val Trompia, passando per un pittoresco (e oggettivamente pericoloso) castello eretto sull'isoletta di Pollepel sul fiume Hudson, poco sopra West Point, circa 60 miglia a nord dalla città di New York.
Nel 1957, Val Forgett II non era ancora noto come "il padre dell'industria delle repliche storiche". La sua azienda – la Navy Arms Co., pioniera nell'importazione negli USA di repliche di armi storiche americane a polvere nera – era appena stata fondata nella cittadina di Bogota, nel New Jersey, e Forgett era fresco di laurea in ingegneria meccanica presso la Clemson University del South Carolina.
Soprattutto, Forgett era relativamente fresco di congedo militare: durante la Guerra di Corea aveva servito presso il campo di prova di Aberdeen, nel Maryland, sotto il comando del colonnello George B. Jarrett, oggi riconosciuto come uno dei più grandi esperti di munizioni ed esplosivi della storia dell'Esercito USA.
Appassionato di storia, e in particolar modo del periodo della Guerra di Secessione americana, Forgett era particolarmente interessato a portare sul mercato USA una replica del revolver ad avancarica Colt 1851 Navy calibro .36, per la quale aveva preparato un progetto: non essendo però disponibili le necessarie capacità produttive in situ, alla fine degli anni '50 Forgett partì per un tour d'Europa, alla ricerca di armaioli disposti a lavorarci.
I "padri fondatori" del mercato mondiale delle repliche di armi storiche: Val Forgett II e Aldo Uberti, in due foto del 1960
Dopo aver visitato i poli armieri del Regno Unito (Birmingham), del Belgio (Liegi) e di Francia (Saint-Étienne), alla vigilia del centenario della Guerra di Secessione Americana Val Forgett approdò in Italia, e per la precisione in Val Trompia.
All'epoca nessuna delle più importanti aziende armiere italiane era interessata a produrre repliche di revolver ad avancarica, né di altre armi antiche, ma Val Forgett venne messo in contatto con Vittorio Gregorelli, un produttore di componenti e, soprattutto, con un giovane di 33 anni, anche lui appassionato di storia e allora dipendente Beretta: Aldo Uberti.
Aldo Uberti e Vittorio Gregorelli confermarono a Val Forgett che il progetto era senz'altro realizzabile, e concordarono una produzione iniziale di mille esemplari di revolver Colt 1851 Navy, ad un prezzo di 5$ a pezzo. Nel 1957, 5.000 dollari erano una cifra considerevole, il prezzo di un'abitazione: e a quel punto, Val Forgett doveva trovare il modo di finanziare l'operazione.
Francis Bannerman e il castello di Pollepel Island
Francis Bannermann (1851-1918)
Nato a Dundee, in Scozia, nel 1851 e trasferito negli USA con tutta la famiglia all'età di tre anni, Francis Bannerman VI aveva fondato da giovanissimo, ad appena quattordici anni, la sua azienda: la Francis Bannerman Co. si occupava inizialmente di creare equipaggiamenti per barche fondendo le fibbie delle cinture militari dismesse (ndr: che oggi sarebbero di enorme valore collezionistico!) per estrarne l'ottone, ma rapidamente aveva cambiato il suo Core Business per concentrarsi sull'acquisto e la rivendita di armi di Surplus alienate dalle Forze Armate USA dopo la Guerra di Secessione.
Nel 1903, a quarant'anni dalla sua fondazione, la Bannerman Co. aveva spostato la sua sede a New York, dove gestiva un'importantissima Boutique di surplus militare che copriva di tutto – dalle armi lunghe e corte a cartuccia metallica e ad avancarica fino alle uniformi, alle spade, alle baionette e ai pezzi d'artiglieria – e che pubblicava un catalogo di oltre 300 pagine.
La provenienza della merce ormai era internazionale e così pure la clientela: si diceva che Bannerman avrebbe potuto "Equipaggiare un esercito intero con 10.000 fucili e 10.000 selle in una settimana senza problemi". Nel 1900, Bannerman era uno degli uomini d'affari più in vista e ricchi di New York, ed aveva acquistato l'isoletta di Pollepel, sul fiume Hudson, a nord di West Point, per erigervi un castello in stile scozzese che avrebbe usato come magazzino per le sue merci.
Francis Bannerman VI morì a New York nel 1918, ma la sua famiglia continuò a possedere e gestire sia l'attività che il castello – con tutto quello che conteneva – fino alla fine degli anni '50, quando gli eredi decisero per la liquidazione. Lo Stato di New York si propose per acquistare Pollepel Island e il castello Bannerman per farne un parco, ma un grosso ostacolo si frapponeva tra loro e la conclusione dell'affare.
Il Bannermann Castle, poco sopra l'Accademia Militare di West Point
Il Bannermann Castle, in abbandono da anni, sul fiume Hudson
Il castello, a quel punto, conteneva ormai ben poco di quello che era stato il grande inventario Bannerman, ma tra quel "ben poco" spiccavano centinaia di vecchie ogive d'artiglieria, alcune risalenti addirittura alla guerra ispano-americana del 1898, che erano arrugginite ed essudavano acido picrico, uno degli esplosivi più instabili e sensibili esistenti. Per giunta, nel 1920 un'esplosione causata da un incendio aveva sparpagliato molte di quelle ogive ovunque. L'isola andava completamente bonificata.
Le Forze Armate USA, contattate dalla famiglia Bannerman, rifiutarono di fornire il servizio; tuttavia, tra gli ultimi istituti contattati vi fu proprio il campo di prova di Aberdeen, dove qualcuno si ricordava bene di un giovane che aveva dimostrato confidenza coi materiali esplosivi ed aveva acquisito la qualifica di esperto di bonifiche (EOD) sotto la guida del colonnello George Jarrett. Le loro parole alla famiglia Bannerman, testualmente, furono: "Se qualcuno è tanto pazzo da farlo, quello è Val Forgett."
La bonifica del castello Bannerman e l'inizio di una grande storia
L'occasione di bonificare il castello Bannerman arrivò tutto sommato nel momento giusto. Val Forgett concordò di fare una valutazione dei costi del lavoro di bonifica e, dopo un accurato sopralluogo in cui poté rendersi conto della situazione disastrosa in cui versava l'isola, arrivò a calcolare un costo finale per l'operazione molto elevato, così elevato che pensò che, in effetti, avrebbe potuto aggiungerci tranquillamente anche la somma necessaria a produrre le repliche di Colt 1851 Navy, pensando che tanto i Bannerman non avrebbero mai accettato, anche perché si trattava di un lavoro di una pericolosità folle.
Invece i Bannerman accettarono: e nel corso di un'estate, con i suoi collaboratori Forgett riuscì a bonificare il castello entro la scadenza concordata con gli eredi e ottenne così il denaro necessario ad avviare nel 1959 la produzione in Val Trompia del primo lotto di 1.000 pezzi delle repliche del revolver Colt 1851 Navy.
In queste foto, un raro esemplare della prima versione della replica della Colt Navy 1851 realizzata da Aldo Uberti e Vittorio Gregorelli a partire dal 1959
Quei primi revolver erano marchiati semplicemente GU (Gregorelli - Uberti), ma di fatto erano nate le prime repliche di armi storiche della Valtrompia. Il resto è, appunto, storia: Navy Arms divenne una grande azienda, stabilendo nel tempo proprie linee produttive e spaziando anche nella distribuzione di armi più moderne.
Aldo Uberti e Vittorio Gregorelli invece si separarono presto, e dalla loro separazione nacque la A. Uberti, marchio leader indiscusso nel settore delle armi del West americano, fondata nel 1959 proprio per rifornire il mercato USA (attraverso la Navy Arms) di repliche storiche in vista dell'imminente centenario dell'inizio della Guerra di Secessione, centenario che aveva causato un'esplosione della domanda.
Un'immagine dell'azienda Uberti negli anni sessanta
Val Forgett rimase sempre molto riservato riguardo alla bonifica del castello Bannermann, almeno fino agli anni '90, quando ne parlò dettagliatamente allo Armor and Arms Club di New York. Quella sua testimonianza diretta è ancora oggi disponibile su YouTube, a tutto vantaggio dei posteri. Il figlio Val Forgett III – attuale Presidente di Navy Arms – ha recentemente rilasciato un'intervista al famoso canale YouTube americano Forgotten Weapons proprio riguardo alla storia che lega l'esplosiva eredità di Francis Bannerman, lo spirito imprenditoriale di Val Forgett, e con la Uberti, la nascita della moderna industria delle repliche storiche nella Val Trompia.
Val Forgett II, fondatore della Navy Arms insieme al figlio Val Forgett III, oggi alla guida dell'azienda in una foto scattata a Houston (Texas) allo SHOT Show 1993
La copertina del catalogo Navy Arms 1976, dedicata al bicentenario dell'indipendenza Americana: fin dalla sua fondazione, grazie alla produzione di repliche storiche italiane, la Navy Arms ha sostenuto decine di migliaia di appassionati storici americani

