Coltelli e Decreto Sicurezza: uno spiraglio di buon senso?

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Coltelli e Decreto Sicurezza: uno spiraglio di buon senso?

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Il senatore Francesco Bruzzone ha presentato alcuni emendamenti che mirano a risolvere in sede di conversione i problemi creati dal recente "Decreto Sicurezza" in materia di acquisto, trasporto e porto di coltelli

Coltelli e Decreto Sicurezza: uno spiraglio di buon senso?

Il Sen.Francesco Bruzzone, autore dell'emendamento

Il Sen.Francesco Bruzzone, autore dell'emendamento

Il Senatore Francesco Bruzzone ha presentato alcuni emendamenti al Decreto Legge n.23 del 24 febbraio 2026, ossia il famigerato “Decreto Sicurezza” sui coltelli: un provvedimento che ha trasformato in criminali onesti cittadini che si sono visti denunciare per un coltellino pieghevole tenuto in valigia nel bagagliaio dell’auto, mentre le pagine di cronaca nera, senza stupire, ne hanno evidenziato la totale inutilità nei confronti della criminalità, con svariati accoltellamenti subito dopo la sua entrata in vigore

 

In sintesi, gli emendamenti proposti dall’On. Francesco Bruzzone sono i seguenti:
 

  • Porto senza giustificato motivo: innalzamento da 8 a 12 cm del limite massimo di lunghezza della lama di un coltello a lama fissa.
     

  • Introduzione della "presunzione di trasporto", rispetto al porto, per i coltelli riposti nel vano bagagli di un veicolo o trasportati su natanti
     

  • Legalizzazione dei coltelli pieghevoli con blocco della lama, che vengono derubricati dall’art. 4 bis della legge 110/75 (armi per cui non è ammesso il porto), in cui il decreto sicurezza li inseriva, rendendoli di fatto armi di cui è sempre vietato il porto (mandando in galera chiunque avesse in borsa un coltellino per sbucciare una mela durante la pausa pranzo al lavoro).

 

La ratio di questi emendamenti è semplice, fondata sulla ragionevolezza e sulla necessità di ridurre situazioni di arbitrarietà.

 

L’aumento della lunghezza della lama sui coltelli a lama fissa infatti è semplicemente una misura che rende meno pericolosa (per i cittadini onesti) la totale arbitrarietà circa l'interpretazione del cosiddetto “porto di coltello per giustificato motivo”: che la legge codifica solo nel caso della caccia, lasciando ogni altro caso alla "libera interpretazione" di chi riscontri l’ipotesi di porto abusivo (di coltello).

Coltelli e Decreto Sicurezza: uno spiraglio di buon senso?

NDR / Attenzione, che quando diciamo "libera o arbitraria interpretazione" da parte di chi riscontri il presunto reato, parliamo di vergognosi e pericolosi casi reali.

 

Come quello di un pastore, produttore di formaggi tipici, abituato dal suo lavoro a "vivere" con un coltello pieghevole in tasca, fermato, arrestato, processato e condannato, per poi essere totalmente assolto in appello, ma solo dopo sette anni (e molti soldi), per essere stato trovato in possesso (tasca dei pantaloni) di un coltello pieghevole, mentre in una normale giornata lavorativa si trovava in macchina, su una strada provinciale, "fuori" dalla propria azienda agricola, ma a poche migliaia di metri da questa, fermato da un normale posto di controllo dei Carabinieri.
 

Se un pastore produttore di formaggi può essere "arbitrariamente" arrestato, processato e condannato perché trovato in possesso di un suo fondamentale strumento di lavoro (= porto per giustificato motivo), con le norme restrittive dal Decreto Sicurezza 2026, a rigore, tale sorte dovrebbe toccare, senza distinzioni o eccezioni di sorta, a chiunque venisse trovato in possesso di un qualsiasi coltellino dotato di blocco della lama.


 

Se certamente ci sono condizioni in cui il porto di un coltello è difficilmente giustificabile o comprensibilmente vietabile (ad esempio andare allo stadio con un coltello), l’ampiezza delle aree grigie causate dai parametri contenuti nel Decreto Sicurezza è enorme. Problema relativo, finché la sanzione è un’ammenda; problema enorme e perfino socialmente inaccettabile quando la sanzione viene comminata a livello penale.

 

Mentre infatti una lunghezza di lama di 8 cm è veramente minima, a malapena bastante a farsi un panino, una lunghezza di lama di 12 cm certamente identifica un coltello di dimensioni ben più “importanti” su cui potrebbe essere ragionevolmente legittimo eccepire.

Un coltello "tascabile". Chissà perché si chiama così...

Un coltello "tascabile". Chissà perché si chiama così...

Il secondo punto parimenti pone rimedio a un’altra area di totale arbitrarietà, ossia la distinzione tra “porto” e “trasporto”. Mancando infatti un articolo di legge specifico che sancisca con precisione la distinzione, questa è, di nuovo, arbitraria.

 

Se da un lato la questione è ben definita per le armi da fuoco, per le quali sussiste da tempo una prassi consolidata che distingue e definisce chiaramente il concetto di “immediata disponibilità” (la parola chiave è “immediata”), nel caso dei coltelli la valutazione sull'immediata disponibilità è lasciata al buon senso di chi riscontra l’ipotetica infrazione: buon senso che, a quanto pare, troppo spesso manca, con cittadini che si sono visti denunciare per “porto abusivo di arma” in condizioni per le quali parlare di “porto” era totalmente implausibile.

 

L’emendamento sancisce una "presunzione di trasporto" per i coltelli riposti nel vano bagagli di un veicolo (che è appunto adibito al trasporto delle cose) o che si trovino su un natante.

Coltelli e Decreto Sicurezza: uno spiraglio di buon senso?

L’ultimo punto, infine, pone rimedio a una delle misure più assurde e inutili del Decreto Sicurezza: la proibizione totale dei coltelli pieghevoli con blocco della lama.

 

Non solo infatti non si comprende in che modo un coltello pieghevole con lama superiore a 5 cm possa essere più pericoloso di un coltello a lama fissa di identiche dimensioni (no, l’occultabilità non c’entra niente), o perché mai un delinquente dovrebbe preoccuparsi di queste distinzioni, ma i pieghevoli sono da sempre utilizzatissimi in ogni contesto, sono preziosi utensili per una quantità di lavoratori, per la maggior parte delle attività all’aria aperta, nonché strumenti di emergenza e sicurezza in molti casi.

 

Tutto a posto dunque? Ahimè no.

 

Siamo ancora ben lontani dall’ottimale ma, come si suol dire, l’ottimo è il peggior nemico del buono, e gli emendamenti dell’on. Bruzzone certamente aprono un buono spiraglio alla ragionevolezza e al buon senso.

 

Ora speriamo che gli emendamenti vengano approvati, a vantaggio di tutti i cittadini onesti che usano un coltello quotidianamente e che sono stati gli unici impattati da questo Decreto-legge.

Coltelli e Decreto Sicurezza: uno spiraglio di buon senso?