The Tactical Games Italy 2026 (in foto)
A Terni, le strutture CTS Poligoni di Tiro hanno ospitato "The Tactical Games Italy 2026", uno degli eventi sportivi più interessanti dell'anno
I Tactical Games sono competizioni sportive piuttosto impegnative, nate negli USA nel 2018 e poi esportate anche in Polonia, dove ha sede la loro estensione europea, The Tactical Games Europe.
I Tactical Games fondono attività tipiche del CrossFit con il tiro di precisione, offrendo un banco di prova unico a tutti quelli che, in un mondo fatto di comodità quotidiane, preferiscono invece mettersi continuamente alla prova con attività fisiche estreme. Nonostante il termine Tactical, lungi dal promuovere violenza, politica o fanatismo militare, questo sport enfatizza la crescita personale e un forte senso di autodeterminazione e responsabilità, all'interno di attività sportive garantite da elevati standard di sicurezza.
Il successo di partecipazione ottenuto prima negli Stati Uniti e poi in Polonia ha spinto gli organizzatori a voler tentar l'esperimento anche in altri paesi: e la prima scelta è caduta sull’Italia, meta sempre gradita a chiunque possa e abbia voglia di viaggiare.
Nei Tactical Games i concorrenti affrontano impegnative prove a tempo che spingono al limite le loro capacità fisiche e mentali. Le sfide includono corse di resistenza, faticosi esercizi come il trascinamento di slitte, sollevamento e spostamento di sacchi di sabbia, arrampicate su fune, oltre a macchine cardiovascolari che simulano vari tipi di sforzi fisici: il tutto immediatamente seguito da prove di tiro di precisione sotto pressione, dove i bersagli mancati comportano penalità, da scontare con altre prove fisiche.
Nonostante i comuni pregiudizi sulle armi da fuoco, i Tactical Games promuovono una comunità inclusiva e diversificata, con una metà dei partecipanti provenienti dalle forze armate e da forze di polizia, mentre il restante 50% è composto da civili di varia estrazione e livello sociale. Tutti comunque avidi praticanti di attività CrossFit, senza le quali mancherebbe lor la forza necessaria per partecipare.
In quanto appassionati di sia di armi che di attività fisiche impegnative, i partecipanti tipici dei Tactical Games condividono l'impegno per la disciplina, la competenza tecnica e il rispetto reciproco, dimostrando che ogni colpo e ogni goccia di sudore contano per costruire la propria resilienza.
CTS POLIGONI DI TIRO - TERNI
Claudio Trionfetti, titolare della struttura CTS Poligoni di Tiro di Terni, intervistato dalla RAI durante l'evento
L’evento The Tactical Games Italy 2026 si è svolto presso le strutture dei CTS Poligoni di Tiro di Terni, nei pressi delle Cascate delle Marmore. La location è stata scelta dai responsabili dei Tactical Games Europa e USA certamente per le sue dimensioni e caratteristiche “strutturali”, articolata com’è su più livelli all’interno di un paesaggio mozzafiato. Ma va sottolineato che la scelta è caduta su CTS Poligoni di Tiro di Terni anche per la qualità della sua gestione manageriale.
Un evento così importante e complesso da organizzare e gestire aveva infatti bisogno soprattutto di competenza, intelligenza e apertura mentale: caratteristiche assolutamente presenti fra gli organizzatori americani e polacchi, ma tutt’altro che scontate, nei campi di tiro italiani (a Roma conosciamo campi di tiro dove non fanno nemmeno “entrare” i familiari, se non sono iscritti o se non sono maggiorenni – un approccio perfetto, per NON promuovere gli sport del tiro).
Noi di GUNSweek.com conosciamo il campo di Terni da trent’anni, concordiamo pienamente con la scelta fatta e siamo stati coinvolti come partner organizzativi, grazie alla nostra decennale conoscenza del settore armiero e l’esperienza che possediamo in fatto di eventi di una certa rilevanza. Essendo un evento internazionale, a nostra volta abbiamo poi coinvolto lo CSEN Nazionale, che ha curato la procedura d’invito dei tiratori stranieri.
UN EVENTO INCREDIBILE
156 atleti da 13 paesi, con ampia partecipazione di atleti dagli USA e dalla Polonia, dove ha sede The Tactical Games Europe, il centro di coordinamento europeo. Per un totale di circa 60.000 cartucce 9mm e .223 consumate in tre giorni (uno di prova, due di gara).
Nel caso foste tentati di pensare ai The Tactical Games come un’attività che attrae i tanti finti guerrieri maniaci del Tacticool, siete in errore: metà dei frequentatori provengono da o appartengono a forze di polizia e militati internazionali, mentre la rimanente parte è composta da appassionati di CrossFit e tiro con armi da fuoco, ma tutti comunque con una notevole preparazione fisica e atletica.
Ed è proprio qui che, con l’occasione dell’evento di Terni, abbiamo rilevato una differenza sostanziale fra i partecipanti ai The Tactical Games e (purtroppo) molti dei tiratori che conosciamo appassionati di armi e cose tattiche: competenza tecnica, capacità sportive molto al di sopra della media e totale apertura mentale e disponibilità verso gli altri.
Ma in effetti è come in ogni sport o attività della vita: i migliori si spingono oltre i propri limiti e “fanno”, parlando poco; i peggiori invece fanno il contrario, perché a chiacchiere puoi far credere qualsiasi cosa, soprattutto oggi, con i social media (ma solo se sei un mentecatto).
ALLEGRIA E SICUREZZA: ENTRAMBE AI MASSIMI LIVELLI
In un campo di tiro la sicurezza dipende certamente dall'applicazione di regole efficaci.
Ma applicare norme di sicurezza "con i paraocchi",
ignorando il fatto che il vero scopo per cui le persone fanno sport
è stare insieme e divertirsi
distrugge ogni desiderio di partecipare, annullando la forza aggregante tipica di ogni sport.
Ride da solo = si sta divertendo
Amicizia e collaborazione
Faccia truce, ma spirito "V" positivo
Stanca, ma felice
Quella dei Tactical Game Italy 2026 è stata un occasione unica per vedere e parlare con persone (atleti, certamente, ma soprattutto persone) così preparati, certi delle loro capacità e dei loro limiti, da non avere bisogno di “rincoglionire di chiacchiere” nessuno, ma pronti a dimostrare qualcosa sul campo di gara.
Devo dire, persone molto aperte e disponibili, tutti sorridenti, tutti di supporto diretto l’uno con l’altro. Un vero tocca sana, dopo anni di cazzate dalle quali vivo circondato, del tipo “per poter provare a sparare devi avere il porto d’armi”, “no, tuo figlio non può stare qui, perché è minorenne”, “quello è bravo, era nei reparti speciali…” (ma non ti dicono mai quali).
Più guardavo i volti e gli atteggiamenti positivi dei partecipanti ai Tactical Games e più pensavo al modo di ragionare dei molti “scienziati” che frequentano o gestiscono i “luoghi dove si spara” in Italia (privati o TSN che sia). E mi assaliva la depressione.
Comunque, guardando queste fotografie, dalla depressione si può, si deve, provare a guarire. Perché mostrano degli appassionati, che fanno con entusiasmo qualcosa che gli piace: e grazie al loro “visibile” entusiasmo, la loro disponibilità verso gli altri, promuovono lo sport e “generano” altri appassionati.
Mentre in Italia invece, tutte le discipline di tiro stanno soffrendo la grave mancanza di nuovi adepti, perché con la scusa della “sicurezza” (usata spesso a sproposito da chi dovrebbe gestire i campi di tiro assumendosi tutte le responsabilità legali che a legge prevede, e non solo quelle “facili e comode”), assistiamo alla creazione ad-hoc di “divieti e ostacoli inutili e illegittimi” che di fatto impediscono di promuovere qualsiasi attività di tiro, avvicinando persone nuove, a cominciare dai giovanissimi.
Un senso di comunità e appartenenza, quello degli stranieri partecipanti ai Tactical Games, che al campo di tiro CTS Poligoni di terni abbiamo visto dal vivo, in tutta la sua forza sportiva e mediatica.
E il fatto che sia accaduto in Italia dimostra che, volendo, si potrebbero fare molte cose…
I responsabili di The Tactical Games Europa e USA, rispettivamente Mateusz Goliszek e Nick Thayer, scambiano le armi con due moderni gladiatori della Scuola Gladiatori Roma
Una parte dello Staff della struttura CTS Poligoni di Tiro di Terni, con al centro Federico Trionfetti, Vice Direttore della struttura

