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Sabatti Oblivion, prime impressioni

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Sabatti Oblivion, prime impressioni

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Abbiamo potuto esaminare la nuovissima carabina Sabatti Oblivion per il tiro di precisione F-Class, arma di produzione di serie che promette di offrire prestazioni di livello superiore

Sabatti Oblivion, prime impressioni

In un panorama armiero che presenta quasi ogni giorno “novità” che spesso si limitano a una nuova calciatura o una colorazione particolare, non capita spesso di poter esaminare un’arma di produzione di serie realmente interessante come la Sabatti Oblivion, una carabina che presenta caratteristiche coperte da brevetti internazionali ed è pensata per le competizioni di tiro nella categoria F-Class TR (Target Rifle).

 

Cominciamo a parlare dell’azione, anche se non è la parte più innovativa: si tratta della collaudatissima Blizzard, già vista su diversi altri modelli, ma qui realizzata con castello chiuso e alimentazione monocolpo dalla finestra d’espulsione, per una maggior rigidità, e dotata di slitta Picatinny avvitata e sostituibile.

 

Nulla di nuovo, direte, anzi, è abbastanza standard sulle carabine di questa categoria. Vero. Si tratta però di una versione che si integra bene con la reale novità di questo modello. 

 

L’otturatore: si tratta di un miglioramento ulteriore dell’otturatore Blizzard, che in questo caso ha la testa riportata, realizzata in acciaio speciale, sottoposta a trattamenti termici specifici e diversi da quelli del corpo. Il corpo otturatore è a sua volta sottoposto a un particolare trattamento termico differenziato, in modo da garantire un’elevata durezza superficiale, con miglioramento della scorrevolezza, al contempo garantendo solidità e robustezza.

 

L’estrattore è sempre il solidissimo e affidabile estrattore a ghigliottina della Blizzard, associato a un espulsore a pistoncino.

Sabatti Oblivion, prime impressioni
Sabatti Oblivion, prime impressioni
Sabatti Oblivion, prime impressioni
Sabatti Oblivion, prime impressioni
Sabatti Oblivion Black

Sabatti Oblivion Black

Lo scatto è l’apprezzato Sabatti Match a tre leve, con sicura a due posizioni, caratterizzato da uno sgancio a rottura di cristallo pulito e nettissimo, con una breve corsa di retroscatto a peso costante, senza alcuna traccia di collasso, volta a non disturbare l’arma nel momento più critico del tiro.

Sabatti Oblivion, prime impressioni
Sabatti Oblivion, prime impressioni

La carabina è disponibile in due versioni di canna:
 

  • Oblivion F-Class Open: canna cilindrica da 760 mm / 30”, con diametro volata da 31,75 mm / 1.25”
  • Oblivion F-Class TR: canna tronco-conica da 760 mm / 30”, con diametro volata da 28 mm / 1.10”
Sabatti Oblivion, prime impressioni

La canna in particolare è un’altra novità: anziché adottare la rigatura MRR per cui sono famose le canne Sabatti, è stata in questo caso fatta una scelta apparentemente controtendenza, adottando una rigatura tradizionale.

 

Dico “apparentemente”, perché in realtà l’obiettivo Sabatti è sempre quello di offrire canne al top della precisione, e la canna della Oblivion è realizzata con un innovativo sistema di erosione elettrochimica (da non confondere con la semplice elettroerosione, che è un’altra cosa).

 

L’erosione elettrochimica consente di ottenere una rigatura caratterizzata da una rugosità ridottissima rispetto a qualsiasi altro processo, e spigoli nettissimi, sia positivi sia negativi, tanto sul bordo di attacco che su quello di uscita, cosa che non si ha nemmeno con il processo di rigatura a intaglio singolo. Inoltre, a differenza dei processi di rigatura meccanica, l'elettroerosione chimica non induce il minimo stress nella canna, garantendo una stabilità termica decisamente migliore.

Sabatti Oblivion Gold

Sabatti Oblivion Gold

Proprio a livello termico entra in gioco la caratteristica più innovativa della Oblivion, quella coperta da brevetti specifici: lo chassis.

 

L’azione è accoppiata a uno chassis in lega d’alluminio Anticorodal mediante un sistema di tipo Barrel Block con manicotto a otto viti che consente sia alla canna che all’azione di essere completamente flottanti (la vite visibile nella parte inferiore dell’azione è una delle due che fissano il calcio allo chassis, e non interessa in alcun modo l’azione).

Sabatti Oblivion, prime impressioni

Questo sistema rende superfluo qualsiasi tipo di bedding, ed elimina qualsiasi tipo di tensione introdotta dall’uso delle tradizionali viti dell’azione, anche se l’azione è comunque dotata anche dei tradizionali fori filettati per mantenere la compatibilità con le altre calciature Sabatti.

 

Il sistema Barrel Block e l’azione chiusa garantiscono una rigidezza notevole a tutto il sistema. L’accoppiamento tra  chassis e azione avviene all’altezza della camera di cartuccia e cono di forzamento, dove il calore prodotto dallo sparo si traduce nel massimo incremento di temperatura: per la realizzazione dello chassis è stato scelto l’Anticorodal, anziché l’Ergal, più comunemente usato per gli chassis, in quanto il primo ha una conducibilità termica migliore:

 

l’intero chassis, questa è la particolarità sottoposta a brevetto, funge infatti da dissipatore di calore, grazie anche alla lavorazione dell’astina, dotata nella parte inferiore di ampie superfici radianti, e dell’accoppiamento con il calcio, che partecipa a sua volta alla dissipazione di calore, con le parti a contatto con il tiratore rivestite in polimero, per garantire isolamento termico.

Sabatti Oblivion, prime impressioni
Sabatti Oblivion, prime impressioni
Sabatti Oblivion, prime impressioni
Sabatti Oblivion, prime impressioni

Questo sistema presenta diversi vantaggi. Prima di tutto non è necessaria una canna “fluted” (scanalata) per dissipare il calore: una soluzione che, come sanno i tiratori di precisione, va comunque a introdurre irregolarità e tensioni che si traducono in un calo di precisione, e si rivela comunque insufficiente a dissipare efficacemente il calore generato da lunghe sessioni di tiro.

Sabatti Oblivion, prime impressioni
Sabatti Oblivion, prime impressioni

Il manicotto del Barrel Block che avvolge la canna della Oblivion attua un’efficacissima sottrazione di calore: la lega d’alluminio ha una conducibilità termica enormemente superiore a quella dell’acciaio che, per un metallo, è un pessimo conduttore di calore, col risultato che il calore viene trasferito allo chassis, con una capacità termica decisamente superiore, associata alle già citate ampie superfici radianti.

Sabatti Oblivion, prime impressioni
Sabatti Oblivion, prime impressioni
Rosata di 5 colpi da 0,13 MOA ottenuta dal tiratore Daniele Zanelli con la Sabatti Oblivion alla distanza di 300 metri

Rosata di 5 colpi da 0,13 MOA ottenuta dal tiratore Daniele Zanelli con la Sabatti Oblivion alla distanza di 300 metri

L’esito finale è che canna e chassis raggiungono molto rapidamente l’equilibrio termico, il calore generato dallo sparo viene dissipato dallo chassis e, persino in sessioni di tiro molto lunghe, la canna resta sempre a una temperatura tale per cui si può tranquillamente toccarla a mani nude.

 

Oltre a partecipare attivamente alla dissipazione di calore, il calcio è dotato di sistema di regolazione del poggiaguancia, mentre è regolabile in lunghezza mediante l’uso di spessori aggiuntivi. Il design dell’astina frontale, sotto la canna, è quello caratteristico delle carabine da tiro F-class: larga e dotata di guida Arca-Swiss per il montaggio di bipiedi da competizione.

 

Lo chassis in lega Anticorodal è anodizzato in colore nero o in un bel giallo-oro brillante, con impugnatura e poggiaguancia in polimero nero.

 

Il peso dell’arma è di 7,2 kg per la versione F-Class Open, 6,8 kg per la versione F-Class TR. La cameratura della Oblivion è, almeno al momento, nel solo calibro .308 Winchester, ma l’azienda ci ha anticipato che per la fine del 2026, per la versione F-Class Open sarà introdotta anche almeno una cameratura in un calibro 6,5mm.

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