Riforma UITS: ANPAM favorevole e auspica dibattito
ANPAM, l'Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni, esprime il proprio favorevole accoglimento nei confronti dell’iniziativa del Governo relativa al riordino dell’Unione Italiana Tiro a Segno (UITS).
Riceviamo e pubblichiamo
Il provvedimento, inserito nel decreto-legge recante “Disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e per l’efficacia del documento di identità”, è stato approvato lo scorso 16 giugno dal Consiglio dei Ministri su proposta della Presidente Giorgia Meloni e dei Ministri Andrea Abodi (Sport e Giovani), Guido Crosetto (Difesa) e Matteo Piantedosi (Interno). Il testo, attualmente all’esame della Camera dei Deputati per l’iter di conversione in legge, introduce una più netta e necessaria separazione tra le funzioni istituzionali e quelle sportive dell’UITS.
ANPAM auspica che il confronto parlamentare e il dibattito in corso si sviluppino in modo costruttivo, con l’obiettivo di migliorare e rafforzare ulteriormente il provvedimento, preservandone l’impianto riformatore.
L'Unione Italiana Tiro a Segno rappresenta infatti un’infrastruttura strategica per il paese nonché per il settore, fondamentale sia sotto il profilo sportivo sia per le rilevanti funzioni istituzionali che è chiamata a svolgere.
Secondo l’Associazione, è indispensabile cogliere questa storica opportunità di modernizzazione – attesa da anni – per semplificare le procedure, chiarire le competenze, rendere più efficiente la governance e adeguare l'intero sistema alle reali esigenze degli utenti e delle pubbliche amministrazioni.
Rinviare questo percorso significherebbe rinunciare a una concreta occasione di innovazione e di rilancio per un comparto che necessita di strumenti normativi moderni, efficaci e coerenti con le sfide del presente.
L’industria italiana delle armi e munizioni sportive e civili, costituita prevalentemente da piccole e medie imprese, rappresenta un’eccellenza economica di primo piano.
Le aziende associate ad ANPAM coprono oltre l’80% della produzione nazionale e impiegano complessivamente oltre 3.000 addetti diretti. Secondo una ricerca dell’Università di Urbino (basata su dati 2023), l’intero ecosistema economico del comparto – inclusi l’indotto e i settori collegati – genera quasi 90.000 posti di lavoro e un volume d’affari di circa 8 miliardi di euro, pari allo 0,38% del PIL nazionale.
NDR
"...è indispensabile cogliere questa storica opportunità di modernizzazione – attesa da anni...". Non c'è dubbio.
Ma per fare questo è necessario azzerare l'attuale management UITS e rivedere ruolo e funzioni dell'ente rispetto sia al Tiro a Segno Nazionale che rispetto ai campi di tiro privati, certamente, ma in modo ben diverso da quanto indicato nel decreto-legge proposto, che non è stato redatto, da chi lo ha redatto, allo scopo di tutelare gli interessi de "l’intero ecosistema economico del comparto (armiero), inclusi l’indotto e i settori collegati".
Per "cogliere questa storica opportunità di modernizzazione", prima ancora di programmi e proclami, serve assegnare ruoli decisionali a persone "esperte, competenti e realmente, personalmente dedicate al bene del comparto armiero", la cui salute dipende esclusivamente dalla tutela degli interessi di TUTTI gli italiani appassionati di armi e di tiro sportivo, ma anche dei bisogni degli armieri.
L'ecosistema del comparto armiero e del tiro sportivo italiano è vecchio e negli anni ha generato alcune gravi sacche di incompetenza, lasciando spazio a furbi e stupidi, che si sono accaparrati spazi e ruoli che non avrebbero mai dovuto occupare. Un cambiamento è necessario, è vero, ma lasciare che venga attuato velocemente, senza adeguata attenzione, favorirà ancora e solo altri furbi e altri stupidi.

